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Ultima opportunità per la democrazia

 

Tomasz Sakiewicz

Gazeta Polska 2012/01/11

[tradotto da ‚Äď Agnieszka Irena Martan]

 

In Polonia ci sono veramente poche cose che riescono a funzionare come in un paese normale. Le elezioni sono solo formalmente democratiche, il conteggio dei voti suscita spesso dubbi. Il finanziamento delle campagne elettorali √® diventato estremamente ingiusto, alcuni partiti ricevono le dotazioni dal budget e invece gli altri ricevono dei soldi "sottobanco". Il governo non si occupa di governare ma di creare la propria immagine. I ministeri costruiscono la loro posizione politica ed i politici fanno di tutto per usarli ai loro fini. Il presidente si occupa solamente di ricostruire le posizioni dei militari SB ed il premier pensa solo ad impossesarsi di tutte le aree del potere. Il pubblico ministero combatte con se stesso. Le ambasciate estere fanno la loro politica interna nei nostri confronti ed i nostri ministri cercano disperatamente di compiacerle. La democrazia diventa apparente cosi come tutto lo stato. L'unica speranza per la ricostruzione del paese normale, a presindere da chi governato, sta nei mass media liberi. Solo loro sono in grado di costringere le istituzioni a funzionare correttamente. Liberi vuol dire sopratutto diversificati. Il punto √® che tutte le opinioni devono essere fortemente rappresentate anche nella vita pubblica. I mass media devono essere ancora pi√Ļ pluralistici rispetto ai partiti politici. Quando i destinatari dei mass media avranno l'opportunit√† di conoscere i vari punti di vista, conoscerli in modo da vederli in giuste proporzioni, i politici si sentiranno sotto la pressione dell'opinione pubblica. La Polonia va ricostruita proprio a partire dai media. Questo √® nell'interesse di tutti noi. Finch√® nei media esiste un'ombra del pluralismo, possiamo ancora parlare di democrazia.

 

Osservo, con grande preoccupazione, i tentativi del governo di limitare la libertà dei media. La Piattaforma Civica non ha realizzato una riforma della legge sulla stampa, la quale è rimasta invariata dai tempi dello stato di guerra negli anni 80. Essa cerca in tutti i modi di limitare il libero funzionamento dell'internet. Ci sono ancora in vigore i vergognosi articoli del codice civile e del codice penale, che potrebbero danneggiare il mestiere di giornalista . Il Consiglio Nazionale per Radio e Televisione, dal punto di vista politico, assomiglia l'ufficio del ministero per la propaganda. Togliere ai media che sono associate alla radio cattolica polacca Radio Maryja, la possibilità di trasmettere i programmi in formato digitale - indipendentemente dal fatto che a qualcuno piaccia ciò che viene trasmesso dai media o meno - vuol dire distruggere la democrazia. Almeno un milione degli polacchi si identifica con la Radio Maria ed l'obbligo dello Stato è trattarli come i destinatari di qualsiasi altri media.

 

E' nell'interesse del governo far si che i media, che oggi hanno un'attegiamento critico nei suoi confronti, si sviluppano. Anche perchè il potere incontrollato è in grado di degenerare in modo da distruggere se stesso. E' meglio sentire la pressione dell'opinione pubblica che i gangster e funzionari dello stato che si sentono impunibili. Il governo senza controllo dell'opinione pubblica diventa ostaggio della propria forza. Il fatto che gli schermi sono pieni di vari canali televisivi, non significa il pluralismo. E la stessa cosa vale per la stampa: stampare i numerosi titoli dei giornali non costituisce il pluralismo.

 

I media devono essere differenti tra di loro. Solo un'acceso dibattito tra i giornalisti e gioranlisti politici che hanno diversi punti di vista, √® un buon esempo di democrazia. Non votiamo e non sostegnamo i politici che ci tappano la bocca. Sono loro i pi√Ļ grandi nemici di democrazia e fanno male sia a sinistra che a destra.